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Vietato giocare con il reddito di cittadinanza (finanziato però anche dai giochi)


Via libera al decretone, reddito da aprile

Varato nel giro di 20 minuti dal Governo giallo-verde, il Decretone su reddito di cittadinanza e pensioni (15 pagine per 34 articoli) nasconde diverse curiosità, soprattutto sul fronte dei “paletti” contro scorciatoie e furbetti, forse l’insidia maggiore per la nuova misura antipovertà. È questo il caso, tra i molti possibili esempi di un provvedimento dai toni un po’ paternalistici, del divieto, «al fine di contrastare fenomeni di ludopatia», di utilizzare il «beneficio economico» del Rdc «per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità». No quindi a videolottey, slot machine e gioco d’azzardo on line.

Tassazione sui giochi per la copertura
Gli stessi giochi, ed è un paradosso, che dovranno garantire parte delle coperture, visto che il decreto prevede anche «un gettito di circa 400 milioni dalla tassazione dei giochi, di cui circa un terzo (150 milioni di euro) dall’aumento dell’aliquota del Preu», il prelievo sulle slot machine, e «il resto dalla tassazione delle vincite e dal contrasto al gioco illegale».

Multa fino a 50mila euro per gioco illegale
Visto il gettito rilevantissimo che arriva dal settore giochi, il Decretone introduce anche una stretta penale (e una maxi multa) per contrastare la raccolta del gioco illegale. Sotto questo profilo, la novità last minute è una sanzione tra i 20 e i 50mila euro che si somma alla pena del carcere (da 3 a 6 anni) per chi abusivamente «esercita l’organizzazione del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato». Sanzione èpecuniaria da 5mila a 50mila euro per ciascun apparecchio e chiusura dell’esercizio da 30 a 60 giorni per chi «produce, distribuisce o installa o comunque metta a disposizione, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie, apparecchi destinati, anche indirettamente, a qualunque forma di gioco», non rispondenti ai requisiti di legge.

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Stretta penale per i “furbetti”
Tra i “paletti” rientrano poi le (dure) sanzioni penali previste per chi cerca di beneficiare del Rdc senza averne i requisiti. Parliamo, per capirci, di reclusione da due a sei anni per chi «rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute» nel presentare la domanda per il Rdc. Carcere, ma da uno a tre anni, anche per chi omette di comunicare una variazione del proprio reddito, «anche se proveniente da attività irregolari», o del proprio patrimonio «quando la variazione avrebbe comportato la revoca o la riduzione del beneficio». Chi sgarra non potrà ripresentare domanda per il beneficio «prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna».

VIDEO / Pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza: videoforum

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